Produrre elettricità da fonte rinnovabile nel cuore delle città e a costi sostenibili è il nuovo modo di concepire il mondo come una rete di piccoli villaggi. Per le piccole comunità isolane che ottengono elettricità tramite costosi ed inquinanti generatori diesel, l’applicazione come frangiflutti è di sicuro quella più fattibile (tra le altre rinnovabili) per sostituire la risorsa energetica.

Per provvedere ad un output di elettricità controllato, si potrà scegliere di produrre all’occorrenza corrente elettrica o idrogeno, da utilizzare per la stessa produzione elettrica nei periodi di mare calmo o, ancora, produrre acqua potabile mediante trattamento osmotico. Quest’ultima applicazione per la produzione idropotabile, assume connotati etici elevatissimi se riconosciuta a contesti disagiati dei tratti costieri dei paesi africani o asiatici, dove l’accesso a servizi di acqua potabile è ancora oggi tragicamente compromessa.

Nello specifico si pensa alle infrastrutture portuali connesse agli impianti petroliferi sottocosta che, appunto, potrebbero ospitare il sistema DIMEMO come intervento di compensazione ambientale.

Il DIMEMO, inserito come progetto integrato sulla portualità turistica o commerciale, prevede la risoluzione delle criticità presenti nel contesto territoriale in merito agli impatti ambientali che derivano dall’impiego di altre tecnologie energetiche da fonti rinnovabili. Sebbene apportino indubbi vantaggi sulla qualità dell’aria grazie al mancato apporto di CO2,  tecnologie quali il fotovoltaico, l’idroelettrico e l’eolico sono, specialmente in tempi recentissimi, sempre più spesso oggetto di feroci contestazioni dagli stessi gruppi ambientalisti, che esprimono perplessità in merito all’impatto paesaggistico, acustico e sulla fauna.

Sia in rapporto al tessuto urbano comunale che, a livello sovracomunale, in rapporto ad una vasta area di riferimento, il DIMEMO registra livelli si impatto nulli, in quanto:

  • è assolutamente invisibile, essendo contestualizzato al muro paraonde: anzi, la riserva lato mare, fungendo da vasca di dissipazione, potrebbe permettere un abbassamento della quota del muro di coronamento, mitigando gli effetti delle opere emerse sullo skyline urbano;
  • è silenzioso: l’apparato elettro-meccanico è racchiuso in un apposito locale macchine;
  • è innocuo alla fauna marina: non intercetta la fauna acquatica essendo la rampa anteriore posta ad alcuni metri sopra il livello del mare. Anzi, contribuisce al miglioramento della qualità delle acque interne al bacino, mitigando sensibilmente il tasso di inquinanti presenti;
  • permette di abbattere enormemente i “costi ambientali” di costruzione, evitando l’impiego di gran parte dei massi costituenti la mantellata e snellendo le dimensioni del nucleo interno di scogli e altro materiale lapideo. In tal modo si registrano ulteriori sensibili impatti “positivi” sull’ambiente grazie al mancata estrazione da cave naturali e del relativo trasporto in situ di tali inerti.

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