Gli aspetti da tener ben presenti per quanto concerne i vantaggi economici, sono duplici. Anzitutto, l’attività di ricerca scientifica può tramutarsi a breve-medio termine in innovazione industriale e tecnologia commerciale, attraendo investitori internazionali del settore. Tenuto conto che l’Italia è in gran parte circondata dal mare (7456 km di costa), la sua futura domanda di energia potrebbe essere sostenuta da una fonte di energia basata sul mare. D’altronde, i prezzi italiani dell’elettricità sono effettivamente tra i più alti d’Europa. Il settore elettrico italiano è tradizionalmente basato sul consumo di petrolio/gas naturale e dipende tuttora da fornitori esteri, richiedendo notevoli importazioni di energia elettrica dai paesi confinanti (Francia, Austria, Svizzera e Slovenia).

Inoltre, la maggior parte dei combustibili fossili provengono da paesi ad alta instabilità socio-politica, rendendo l’Italia facile preda di speculazioni. Purtuttavia, l’Italia è leader nei paesi europei per gli strumenti politici progettati per incoraggiare l’attuazione di fonti di energia rinnovabili, con il più alto feed-in tariff (che per il moto ondoso è il più alto in assoluto). Il secondo aspetto, non meno importante, è rappresentato dall’indotto e dagli altri benefici indiretti che si possono trarre, primi tra tutti il Know-how da esportare in tutti quei paesi (soprattutto in via di sviluppo) che effettivamente dispongono di una risorsa energetica marina enorme. Si tratta, in pratica di seguire orme già tracciate da altri paesi europei (vedi la Danimarca per l’eolico e la Germania per il fotovoltaico) e da alcuni Istituti di Ricerca Universitari delle Regioni del Nord Italia, che hanno fatto esperienza di un ritorno di business molto maggiore nell’esportazione della proprietà intellettuale e dell’esperienza tecnica piuttosto che nella diretta applicazione commerciale nel mercato interno. Da questo punto di vista, c’è un fattore tecnico di eccezionale importanza: il Mediterraneo, infatti, può rappresentare un laboratorio naturale in scala ridotta dei climi meteo-marini Atlantici.

Il DIMEMO può essere utilizzato non solo nelle dighe ex-novo ma anche per l’ammodernamento di quelle esistenti, delle quali si conserveranno, ad esempio, le fondazioni.

In prospettiva, il DIMEMO si propone come un volano economico che ha come obiettivo principale quello dell’integrazione tra mare e territorio attraverso una tecnologia rispettosa dell’ambiente.

Rimani in contatto con noi

Inviaci la tua richiesta