30 maggio 2016 admin

Energia dalle onde, in golfo Napoli test per Dimemo

Ingegnere Sun, dighe non dissipano forza mare ma la raccolgono

(ANSA) – NAPOLI, 2 OTT – Parte dal Golfo di Napoli il progetto di sviluppo Dimemo (Diga Marittima per l’Energia del Moto Ondoso) che sfrutta l’infrangersi delle onde per sviluppare energia elettrica. Il progetto, finanziato dal Miur sui fondi del Pon Ricerca e Competitività, punta all’innovazione nella progettazione delle dighe marittime, stravolgendone l’originaria filosofia: anziché dissipare energia, si vuole oggi catturare la potenza del moto ondoso. “E’ un progetto unico in Italia – spiega Diego Vicinanza, professore di ingegneria costiera alla Seconda Università di Napoli – che sostituisce le dighe tradizionali costruite di solito con scogliere artificiali per dissipare l’energia. In questo caso, invece, viene usata una diga in cemento capace di catturare questa energia e trasmetterla poi a delle turbine che producono energia elettrica”.Il Dimemo, dunque, è una tecnologia che si integra al 100% con i porti. Costituisce il muro paraonde e quindi è invisibile dal waterfront, è silenzioso, poiché l’apparato elettromeccanico è racchiuso in un apposito locale macchine ed è innocuo alla fauna marina. La sperimentazione è partita al Molo San Vincenzo di Napoli, dove una parte della diga cittadina è stata sostituita dal sistema della Sun. “Quello che stiamo testando nel golfo di Napoli – prosegue Vicinanza – è un prototipo all’interno del quale metteremo un certo numero di turbine e quindi potremo prodrre 10, 15 o 20 kw. La sperimentazione ci consentirà anche di trovare la turbina che riesce ad ottimizzare l’analisi costi-benefici mentre il prototipo ci mostrerà la sua resistenza all’azione distruttiva delle onde”. L’energia potrebbe essere usata dal porto stesso, anche se una delle applicazioni più immediate che i ricercatori napoletani stanno studiando è quella di mettere il sistema in sinergia con altre fonti rinnovabili per desalinizzare l’acqua in aree isolate, in particolare piccole isole.

Per la forza del moto ondoso, la tecnologia ha il potenziale di attrarre l’interesse dei Paesi europei che si affacciano all’Atlantico e al mar Baltico, ma “anche in Italia – conferma l’ingegnere – potrebbe essere conveniente ovunque, perchè i costi sono confrontabili a quelli delle opere tradizionali. I siti ideali da noi sono la costa ovest della Sardegna e ovest-sud-ovest della Sicilia sopratutto per i porti e le comunità delle piccole isole. Ma questa tecnologia è agli inizi e ha grosse opportunità di sviluppo: il Mediterraneo può essere una grande palestra. Una volta trovata la tecnologia giusta saremo capaci di esportarla a Nord dell’Atlantico, dove l’energia prodotta dalle onde è maggiore”. (ANSA).