L’esigenza della conservazione delle risorse vitali per l’uomo non può più permettersi un carattere difensivo, ma deve necessariamente caricarsi di una forte tensione progettuale per rimuovere la cause strutturali di degrado e ristabilire un nuovo equilibrio tra società e ambiente. Questo Progetto di Innovazione Sociale propone una risposta concreta al problema della reciproca integrazione tra richiesta energetica e politica ambientale a scala urbana, promuovendo lo sviluppo di una tecnologia innovativa di conversione dell’energia ondosa in elettricità a vantaggio della sostenibilità ambientale e della qualità della vita nelle piccole e grandi realtà urbane costiere. In prospettiva persegue la realizzazione di porti ecosostenibili o “green ports” con soluzioni a valore aggiunto in termini economici, di fattibilità tecnica e di etica ambientale, che costituirà certamente un volano economico per il rilancio del turismo nautico del Mezzogiorno, una risorsa ancora troppo trascurata per quantità e qualità dei servizi offerti. I prezzi italiani dell’elettricità sono effettivamente tra i più alti d’Europa. D’altra parte, l’Italia è leader nei paesi europei per gli strumenti politici progettati per incoraggiare l’attuazione di fonti di energia rinnovabili, con il più alto proposto feed-in tariff (che per il moto ondoso è il più alto in assoluto). Tenuto conto che l’Italia è in gran parte circondata dal mare (7456 km di costa), la sua futura domanda di energia potrebbe essere sostenuta da una fonte di energia basata sul mare. L’energia da moto ondoso rappresenta la “new entry” nell’ampia discussione della “energia verde” ma sta interessando con slancio e motivazione governi e industrie ed è stata riconosciuta dalla comunità internazionale come una fonte di energia rinnovabile che potrebbe avere la potenzialità di contribuire in modo sostanziale nel mercato dell’elettricità. Il Progetto affronta il tema delle “smart cities” assumendo un duplice ruolo strategico sia dal punto di vista delle Renewable Energy che da quello delle Costruzioni marittime e del loro inserimento urbanistico-ambientale. Infatti, non tratta di una ulteriore ed ennesima tecnologia che sfrutta una fonte rinnovabile. Non descrive un dispositivo di conversione energetica fine a se stesso, che ha ragion d’essere solo grazie alle politiche e agli strumenti economici incentivanti che, di fatto, agiscono come “sregolatori” del mercato della produzione energetica. Il DIMEMO, invece, è una tecnologia che si integra al 100% con infrastrutture dotate di una propria utilità ben definita. Tramite questa integrazione, dunque, non solo vi è il vantaggio di produrre elettricità “pulita” a buon prezzo, ma addirittura tale produzione non necessita di un ulteriore investimento economico iniziale, in quanto la maggior parte dei costi strutturali devono comunque essere sostenuti per la diga stessa.

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